Valmalenco: le sue grotte sbarcano a Las Vegas

Le spettacolari immagini dello Scerscen protagoniste alla convention della Hexagon Geosystems. Un percorso virtuale consente una visita mozzafiato

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La Valmalenco è sbarcata nella città dove tutto è possibile, dove non si dorme mai e dove ogni cosa è spettacolo, divertimento ma anche, come in questo caso, scienza e ricerca scientifica: la Valmalenco è sbarcata a Las Vegas.
A farlo sono state le altrettanto spettacolari grotte dello Scerscen, durante la convention annuale della multinazionale Hexagon – Leica Geosystems, leader mondiale di strumenti e ottiche in ambito topografico. Gran parte del merito va al Rotary club di Sondrio che, con il suo contributo, ha permesso – nell’estate del 2017 – la realizzazione di spettacolari immagini in 3D delle grotte dello Scerscen. Con un laser scanner della multinazionale americana Hexagon Geosystems è stato realizzato un rilievo 3D delle grotte, un rilievo col quale si è potuto realizzare un percorso virtuale per permettere a tutti di “visitare” le grotte dello Scerscen. Scoperte tra gli anni ottanta e novanta, queste grotte si sviluppano all’interno di affascinanti complessi carsici e negli ambienti scientifici sono considerate di grande interesse geologico e mineralogico; tuttora si stanno svolgendo indagini per capirne l’origine.
A oggi, le grotte scoperte sono tre: la grotta del Veronica, scoperta da Gianni Bardeadi Lanzada, detto il “Veronica”, si sviluppa nel ramo principale per circa 150 metri; la “Tana dei Marsooi”, scoperta dai fratelli Mario e Carlo Salvetti, anch’essi di Lanzada, si sviluppa per circa 80 metri; la “Grotta Morgana”, scoperta da un gruppo di speleologi guidati da Mauri Inglese e Paola Tognini, si sviluppa per circa 350 metri. Una decina di giorni fa, durante la convention di Hexagon, sono state presentate al pubblico in sala e al mondo le ultime novità in materia di tecnologie informatiche; per intenderci, è stata una di quelle presentazioni che ci siamo abituati a vedere quando, per lanciare sul mercato un noto telefonino, viene organizzato uno spettacolo capace di attirare l’attenzione milioni di persone.
Ed è proprio così che a Las Vegas, in una delle città più famose del mondo, il presidente di Hexagon Geosystems Juergen Dold è salito sul palco e ha mostrato al pubblico in sala e al mondo le meraviglie della digital reality, grazie alla quale si possono realizzare video 3D proprio come quello delle grotte dello Scescen che, a un certo punto, sono comparse sul mega schermo, mostrandosi anche al pubblico americano in tutta la loro bellezza. Il video è disponibile sul canale You Tube di Hexagon e sul sito di Vigea – Virtual Geographic Agency (www.vigea.it), società che si è occupata della organizzazione logistica e della documentazione video per questo progetto. Fonte; laprovinciadisondrio.it

Lanzada: Giro Rosa, cronoscalata da Lanzada ad Alpe Gera, dominio della Van Vleuten

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La dura cronoscalata (15 km) va alla favorita, l’iridata in carica Annemiek Van Vleuten, che così conquista la maglia rosa, “rubandola” alla compagna di squadra Spratt.
Dominio totale per la fuoriclasse olandese del Team Mitchelton – Scott, Annemiek Van Vleuten, campionessa del mondo in carica a cronometro, che ha spodestato tutte le rivali facendo il vuoto nella temutissima cronoscalata di oggi (Lanzada – Diga di Campo Moro, 15 km), davanti alla sudafricana Ashleigh Moolman – Pasio (Cervelo – Bigla Pro Cycling Team) e alla connazionale Lucinda Brand (Team Sunweb). Per Van Vleuten, favoritissima già alla vigilia della grande partenza da Verbania, c’è anche la Maglia Rosa, cedutale dalla compagna di squadra Amanda Spratt.
PODIO 7° TAPPA GIRO ROSA 2018 — 1. Annemiek Van Vleuten (Mitchelton – Scott) 46’06’’ 2. Ashleigh Moolman – Pasio (Cervelo – Bigla Pro Cycling Team) +2’28’’ 3. Lucinda Brand (Team Sunweb) 2’54’’ Fonte: www.gazzetta.it

Valmalenco: Un malenco sul tetto d’Europa

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C’è anche la Valtellina nella fruttuosa trasferta in Macedonia per la nazionale di corsa in montagna.
L’Italia Team protagonista di un’impresa storica nei Campionati Europei di corsa in montagna a Skopje, in Macedonia. Grande protagonista dell’avventura europea è stato il giovane atleta di Lanzada, Giovanni Rossi.

Azzurri piglia tutto
Gli azzurri monopolizzano il podio della gara senior maschile con un’inedita tripletta: Bernard Dematteis (Corrintime) conquista il terzo titolo continentale della sua carriera, dopo quelli del biennio 2013-14, seguito dall’argento del trentino Cesare Maestri (Atl. Valli Bergamasche Leffe) e dall’altro gemello piemontese Martin Dematteis (Corrintime), bronzo in rimonta per la vittoria a squadre insieme a Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), ottavo al traguardo. Mai tre atleti della stessa nazione erano arrivati così in alto tra gli uomini in questa manifestazione. Dominio italiano anche nella prova under 20 femminile con il successo della trentina Angela Mattevi che trascina le altre azzurrine Alessia Scaini (quarta), Gaia Colli (settima) e Anna Arnaudo (undicesima) verso l’oro per team, in una categoria che ancora non aveva visto l’Italia al vertice nelle precedenti edizioni dell’evento. Fonte: giornaledisondrio.it

Valmalenco: UltraDistance Trail: la spettacolare ultramaratona all’ombra dei giganti del Bernina

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Si scrive VUT, si legge Valmalenco UltraDistance Trail ed è una delle ultime nate tra le ultramaratone che si corrono nelle Alpi. Un vero e proprio “boom”, quello degli ultimi due-tre anni, all’interno del quale non è sempre facile per trailers e skyrunners farsi un’idea, distinguere e soprattutto scegliere. Nel caso della VUT a garantire, prima ancora delle caratteristiche della prova, del livello dell’organizzazione, della lista degli iscritti, è il contesto stesso.

La Valmalenco è una delle vallate principali della Valtellina, si apre subito a nord di Sondrio e si fa strada fino al cuore del gruppo del Bernina: il “quattromila” più orientale dell’intero arco alpino. Ed è proprio all’ombra dei giganti del Bernina che la VUT (http://www.ultravalmalenco.com) trova la sezione “clou” di un itinerario lungo novanta chilometri per seimila metri di dislivello positivo. Un percorso che ricalca quasi per intero quello dell’Alta Via della Valmalenco, classico itinerario escursionistico che attraversa tutta la vallata ed è suddiviso in sette tappe per sette giorni di percorrenza.

Gli atleti sono però chiamati a coprirlo in un tempo drasticamente più ridotto. I primati da battere nella seconda edizione (in programma tra la tarda serata di venerdì 20 e la giornata di sabato 21 luglio) sono quelli fissati nella “prima” di fine agosto 2017: 11 ore, 19 minuti e 51 secondi per la staffetta Ghiaccia Team di Speziali-Bonesi-Bonesi ma soprattutto 12 ore, 30 minuti e 30 secondi per il valdostano Franco Collè nella prova individuale. Performance fuori dal comune, alle quali non avranno nemmeno il tempo di pensare gli atleti “terrestri”, impegnati a chiudere la prova entro le diciassette-venti ore, con la possibilità tutt’altro che remota (per i ritardatari) di dover riaccendere la lampada frontale nel finale di gara … Il via è infatti fissato alle 23.00 di venerdì 20 luglio: da Chiesa Valmalenco per i singoli, da Lanzada per il primo staffettista delle squadre da tre elementi ciascuna. Per tutti (o meglio per chi sarà in grado di raggiungere il traguardo superando fatica, dolore e … cancelli orari) l’appuntamento è sotto lo striscione d’arrivo di Caspoggio.

In mezzo, un’interminabile cavalcata a base di rampe ripidissime, discese tecniche, tratti corribili, mulattiere e sentierini single-track oppure solo una semplice traccia da seguire in mezzo a campi di neve, morene e corpi franosi disseminati di massi enormi. Con alcuni passaggi chiave prossimi ai tremila metri di quota ed ad un lungo tratto centrale al di sopra dei duemilacinquecento che comprende la risalita della lunare e maestosa Valle di Scerscen, al cospetto delle pareti del Bernina ma – per gli atleti – nemmeno un attimo per godersi lo spettacolo!
Fonte: sportmediaset.mediaset.it

Valmalenco: Una perla attorno a «spaventevoli» montagne

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Il suo nome ha origine incerte. Può essere “testa stretta dall’acqua” (Malenga, dal celtico) oppure “fiume del monte” (Mallanko, dal pre-romano) oppure – forse l’interpretazione più precisa in concordanza alle antiche leggende – Val Malenga, cioè “intorniata da spaventevoli montagne”. Infatti attorno alla Valmalenco, una delle principali valli laterali della Valtellina, svettano cime altissime, che sfiorano i 4mila metri come il Pizzo Zupò (3.996 metri) e il Piz Roseg (3.937 metri) mentre il Monte Disgrazia e la Cima di Rosso si fermano rispettivamente a 3.678 metri e 3.369 metri. Percorsa dal Mallero, che a Sondrio si butta nell’Adda, la Valmalenco si incunea nelle Alpi Retiche e spacca di fatto in due le Alpi del Bernina lasciando a ovest i Monti della Val Bregaglia e ad est il Gruppo dello Scalino ed il Massiccio del Bernina.
La sua storia è stata soltanto lambita dai grandi eventi degli ultimi due millenni: il fattore più importante, che nei secoli attrasse nella valle eserciti, religiosi e barbari, è stato il Passo del Muretto, posto a quota 2.562 metri, che collegava i Grigioni (oggi Svizzera) con la Valtellina e la Pianura Padana. Per il resto, se oggi è un ricco bacino turistico, la Valmalenco ha un passato remoto ben più triste fatto di catastrofi (per lo più alluvioni del Mallero), peste (un’ondata tra il 1500 e il 1600 uccise 1000 persone su 2mila nella valle e 110mila su 150mila in tutta la Valtellina) e lotte religiose che portarono alla caccia alle streghe durante il periodo dell’Inquisizione e alle rivolte contro il dominio dei Grigioni. Dal 1500, infatti, la Valtellina era soggetta al cosiddetto Stato delle Tre Leghe (l’attuale Cantone dei Grigioni, che a quel tempo era alleato della Confederazione Elvetica pur non essendone ancora uno Stato membro).
Oggi, come detto, la Valmalenco è una delle principali “attrazioni” delle Valtellina, ricca di fauna e di flora protetta, è una valle che si sviluppa partendo da Sondrio e cambia ripetutamente volto: prima con i vigneti e i terrazzamenti tipici di questa zona, poi con un ambiente di media montagna, infine con un paesaggio tipicamente alpino che attira gli appassionati di trekking d’estate e di sci d’inverno. Fonte: ilsole24ore.com

Valmalenco: La leggenda (e il dramma) del Gavia

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Chiesa Valmalenco, il principale centro abitato a valle degli invasi di Campo Moro e Alpe Gera, in pochi dimenticano quei due giorni. Il 4 e 5 giugno 1988 il Giro d’Italia arrivò e ripartì dalla cittadina che prende il nome dall’ominima valle: furono due tappe chiave di quell’edizione vinta poi dal biondo statunitense Andrew Hampsten, primo corridore non europeo a conquistare la corsa rosa.

Il 4 giugno, si partì da Bergamo con arrivo in salita a Chiesa Valmalenco dopo 129 chilometri e soprattutto dopo il duro Passo San Marco: vincitore solitario lo svizzero Tony Rominger, che sette anni dopo vinse anche il Giro. Ma la vera frazione rimasta negli annali – forse la più famosa di tutta la storia del Giro – fu quella del giorno successivo, che in 120 km portava da Chiesa Valmalenco a Bormio passando per l’Aprica (ascesa non impossibile) e il temibile Passo Gavia. Una tappa che divenne “dantesca” per la bufera di neve che investì i corridori salendo agli oltre 2.600 metri del passo, allora ancora sterrato nella parte finale. Di quel giorno si è scritto, detto e raccontato tanto: la maglia rosa Franco Chioccioli alla deriva; l’olandese Van Der Velde che scollinò in testa e affrontò la discesa in maglietta salvo fermarsi subito praticamente assiderato; un altro figlio dei tulipani, Erik Breukink, che vinse a Bormio davanti. Fonte: ilsole24ore.com

Valmalenco: Estate 2018 magnifiche emozioni

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Sport, tradizioni folkloristiche, gastronomia, cultura e tanto altro nel ricco calendario di eventi che la Valmalenco propone per l’estate 2018.

L’elenco delle attività e delle manifestazioni presentate è giornaliero, ma il libretto contiene anche preziose e numerose informazioni riguardanti mostre, numeri utili, visite alle miniere, apertura del museo mineralogico, aree tematiche di interesse storico-naturalistico, orari della piscina e tutte le informazioni sulle numerose attrattive della valle incastonata tra le Alpi Orobiche e Retiche, tra cui svetta, con i suoi 4.050 metri, il pizzo Bernina. Fonte: www.sondrioevalmalenco.it

Caspoggio: “Ultradistance trail 2018”

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La bella kermesse podistica sondriese verrà riproposta con il medesimo format di gara individuale (90km con 6000md+) e nella formula a staffetta a 3 elementi con frazioni da 33, 39 e 18km

Una splendida cors a fil di cielo che valorizzerà i sentieri dell’Alta Via andando a toccare ben 15 rifugi, con 4 scollinamenti oltre quota 2.600m. Un trail duro, alpinistico e altamente spettacolare che vale ben 5 punti ITRA.
Nell’ottica di valorizzare le eccellenze di una valle che merita di essere visitata tutto l’anno, come sede logistica della conferenza stampa 2018 è stata scelta lo splendido Rifugio Motta (2236mslm), a pochissimi passi dalle piste da sci del Palù.
A fare gli onori di casa ci ha pensato il presidente del comitato organizzatore e vera anima della VUT Fabio Cometti. A lui il compito di salutare i numerosi sponsor e le autorità intervenute a questo inusuale appuntamento in quota: Simona Pedrazzi (consigliere Regione Lombardia), Tiziano Maffezzini (Presidente Comunità Montana di Sondrio), Marco Negrini (sindaco di Lanzada), Renata Petrella (sindaco di Chiesa in Valmalenco), Giancarlo Corlatti (vicesindaco di Torre Santa Maria), Danilo Bruseghini (Sindaco di Caspoggio).
La data da segnarsi in agenda è quella di venerdì 20 Luglio, mentre lo start sarà dato alle 23 nella centralissima piazza di Chiesa in Valmalenco per la prova principe, in concomitanza da località Pradasc di Lanzada partiranno i primi frazionisti della gara a staffetta. Dietro le quinte avremo oltre 100 volontari, uomini del soccorso che veglieranno sulla sicurezza degli atleti. Fonte: valtellinanews.it

Valmalenco: ALTA VIA DELLA VALMALENCO

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… tra natura e benessere!
L’Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da 8 tappe per circa 110 km. Il programma proposto prevede 7 tappe e per motivi logistici il tour inizierà il lunedì e terminerà la domenica. Durante il tragitto si toccano i punti maggiormente significativi e panoramici della valle, tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi, cave e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino. L’Alta Via richiede un discreto sforzo fisico e una discreta preparazione. Un minimo di allenamento è consigliato per le tappe più impegnative. In caso di maltempo è possibile prevedere soluzioni alternative al percorso proposto per giungere sempre al rifugio programmato ma con soluzione meno impegnativa e meno rischiosa di quella prevista nel programma. Fonte e dettagli del programma: sondrioevalmalenco.it

Lanzada: Mountain Running International Youth Cup 2018

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250 giovani runner a rappresentanza di 15 nazioni, venerdì, sfileranno tra le vie del piccolo borgo malenco per poi sfidarsi il giorno successivo su un tecnico percorso…

International Youth Cup 2018, il comune di Lanzada e l’intera Valmalenco sono pronti ad alzare il sipario su una due giorni iridata che vedrà schierati i migliori under 18 del mountain running a livello mondiale.

Sold out per hotel e strutture ricettive, volontari della Sportiva Lanzada impegnati negli ultimi dettagli organizzativi e primi atleti che cominciano a testare le gambe sui sentieri del bel paese all’ombra del Pizzo Scalino.
Come evento di contorno il Trofeo delle Regioni riservato alla categoria cadetti che porterà in Valle altri 350 atleti da tutta Italia. «Dopo lo splendido doppio mondiale 2018 a Premana l’Italia è ancora al centro del meraviglioso mondo della corsa in montagna con la rassegna internazionale giovanile e con le rappresentative regionali – ha dichiarato il presidente regionale Fidal Gianni Mauri -. La mia riconoscenza e ammirazione vanno in primis al sindaco e all’amministrazione comunale e alla Sportiva Lanzada, a Fabiano Nana e a tutti i volontari, sono certo che vivremo due giorni indimenticabili con i nostri giovani. Grazie a tutti voi. Ci vediamo nel weekend. Viva la corsa in montagna, orgoglio del nostro Paese e palestra di vita».

Anche a livello amministrativo, Regione Lombardia, tramite le parole dell’assessore sport e giovani, Martina Cambiaghi ha voluto applaudire l’impegno profuso dallo staff del presidente Fabiano Nana: «Siamo felici di poter assistere a una delle più appassionanti corse, i Mondiali under 18. Un evento di portata internazionale nella nostra terra è motivo di orgoglio e conferma l’opinione di tutti noi che la Lombardia sia una regione unica. Unica come l’occasione che viene data a questi giovani atleti di cimentarsi su un palcoscenico importante e di conoscere atleti provenienti da molti paesi, occasione per confrontarsi non solo in gara e poter crescere ancora insieme. Un ringraziamento agli organizzatori, che hanno dato prova di immensa professionalità, alle società sportive partecipanti e agli atleti, che sono l’anima della manifestazione, e a tutti gli spettatori che sono certa faranno un tifo sfegatato per i nostri campioni. Certa che sarà una festa per tutti, vi faccio i miei migliori auguri e che vinca lo sport». Fonte: sportdimontagna.com

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